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Storia

Ponte delle Chianche

La storia di Buonalbergo è strettamente legata alle vicende dei territori circostanti ed alla sua particolare posizione geografica. Le vallate del Miscano sono infatti state, per secoli, naturali vie di comunicazione, come testimoniano il tratturo Pescasseroli-Candela e la via Traiana.

La ricchezza di acque, le condizioni climatiche, la fertilità dei terreni e la presenza di boschi, unite alla possibilità di scambio delle merci prodotte, hanno sempre favorito l'insediamento umano dal neolitico in poi. Purtroppo il territorio non conserva molte testimonianze storiche essendo stato teatro di ripetuti scontri bellici, distruzioni e devastazioni, a causa della sua favorevole posizione geografica.
Molti studiosi hanno individuato su Monte Chiodo l'antica Cluvia sannitica, citata da Tito Livio (XI, 32,37), importante centro strategico durante le guerre sannitiche, e posta sulla strada più breve che da Capua, per "forculas caudinas", attraversando Beneventum, Equum Tuticum e Aecae (Troia), portava a Lucera.
Cluvia fu contesa, con alterne vicende, tra gli eserciti romani e sanniti e Livio ne sottolinea la violenza degli scontri e le sanguinose ritorsioni romane.

IN SAMNIO CLUVIARUM PRAESIDIUM ROMANUM, QUIA NEQUIVERAT VI CAPI, OBSESSUM FAME IN DEDITIONE ACCEPERANT SAMNITES: VERBERIBUSQUE FOEDUM IN MODUM LACERATUS IN SAMNIO CLUVIARUM PRAESIDIUM ROMANUM, QUIA ACERATUS OCCIDERANT DEDITOS. HUIC INFENSUS CRUDELITATI IUNIUS, NIHIL ANTIQUIUS OPPUGNATIONE CLUVIAE RATUS, QUO DIE ADGRESSUS EST MOENIA, VI CEPIT ATQUE OMNES PUBERES INTERFECIT.
(LIVIO IX, 22)
Poichè nel Sannio, il presidio romano di Cluvia non si era potuto prendere con la forza, i Sanniti lo conquistarono inducendolo ad arrendersi per fame: dopo aver straziato in modo orrendo, con le verghe, i prigionieri, li passarono a fil di spada. Giunio, irritato da tanta crudeltà, ritenendo che niente gli era più caro che la conquista di Cluvia, nello stesso giorno in cui assaltò le mura, l'espugnò con violenza ed uccise tutti gli adulti.
Il centro, probabilmente era cinto oltre che da mura (moenia) anche da valli, di cui il ricordo permane nella toponomastica (contrada Valli). Pur non sapendo con certezza quando Cluvia sia entrata nell'orbita romana, si presume che ciò sia avvenuto a seguito della battaglia di Maleventum del
275 a.c..
Dell'insediamento mancano notizie in età romana e, in età imperiale; data la sua posizione sul tratturo, doveva senz'altro essere sede di presidio. Nel territorio esistevano numerosi nuclei abitati sparsi (Modingo, Pescolatro, Fajella), sorti per motivi di commercializzazione e scambio dei prodotti agricoli, i quali certo ebbero notevole impulso dalla costruzione della Via Traiana, che collegava agevolmente Benevento a Brindisi, in alternativa alla via Appia.
Le testimonianze archeologiche sono limitate ma sono visibili numerosi resti di ponti romani (ponte delle Chianche, Latrone e S. Marco), cippi miliari e numerose lapidi sepolcrali.
Con la crisi dell'impero romano, probabilmente, le popolazioni dei vari pagus si unirono per fronteggiare le orde barbariche generando, su Monte Chiodo il castello di Montegiove e, su un picco inaccessibile sul torrente S.Spirito, il locus Alipergus in età longobarda.
 
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