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Gite turistiche
Oasi San Pio
Il Monumento è stato costruito nell'anno 2002 sul terreno donato dall'Ing. M. De Juliis con il contributo economico e lavorativo dall'intera cittadinanza buonalberghese.
Inaugurato dal Vescovo di Amalfi con la testimonianza di alcune celebrità come Liliana De Curtis e Aurelio Fierro.
Ogni anno, la prima settimana di luglio, vengono celebrate presso il monumento, manifestazioni a carattere spirituale, sociale e ricreative.
Contatti: Ermanno Leone - Minutella Giuseppe - Formato Ferrante
Tel.: 0824-929588 - 0824-929614
Palazzo Spinelli
La casa comunale di Buonalbergo, Palazzo Spinelli, è un palazzo ducale del XVII secolo, di pregevole fattura.
Vi si accede da un ampio portale, attualmente aperto, e recante tracce di cerniere di portone e sormontato dallo stemma ducale.
Al di là del portale il visitatore si ritrova in uno splendido androne archivoltato che permette l'accesso al cortile interno e ai piani superiori del palazzo attraverso aperture simmetriche sui due lati.
Dal cortile guardando verso l'esterno scorgiamo incorniciata dal portale e con lo sfondo della valle del Miscano una pietra miliare della via Traiana ritrovata in territorio di Buonalbergo e qui trasportata nel 1954.
Il Santuario della Madonna della Macchia
Il poggio dove è ubicato il santuario della Madonna della Macchia permette una piacevole sosta al fresco di secolari olmi.
La chiesa, ad una navata con annesso eremo, pur se non di eccelsa fattura, ben si armonizza con l'amenità del luogo.
La Madonna della Macchia è considerata da tutti la protettrice del paese. La statua lignea che raffigura la Vergine con in braccio il Bambino, di pregevole fattura, è di epoca bizantina (XII secolo).
Un manto la ricopre per intero, ad eccezione della testa della Madre e del Bambino precludendo la vista dell'intera statua. Solo in occasione dell'annuale festa, il 12 settembre, in chiesa ed alla presenza del popolo tutto, durante il rito della vestizione del manto di cerimonia ricoperto di ori ed ex voto, è possibile vederla "nuda" ed ammirarne le originali sembianze.
La leggenda vuole che la statua sia stata portata a Buonalbergo dai Crociati di Boemondo di ritorno dalla Terra Santa e, nascosta in una macchia di alberi (da cui il nome), fu ritrovata da una pastorella muta che, alla vista della sacra immagine, ritrovò la parola. Il popolo eresse l'attuale santuario nel luogo del miracoloso ritrovamento.
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